Piani scombinati? Fermati e rifletti (e bevici su una tazza di tè)

Nell’ultima settimana ho visto tante sfaccettature dell’umanità. Non sono una persona che si perde tanto sui social: visito Facebook e Instagram soprattutto per trovare ispirazione per i miei prodotti e per rifarmi gli occhi sulla bellezza che questi social possono offrire, ma volente o nolente mi sono dovuta beccare (in particolare su Facebook) tutta una serie di post riguardanti il Coronavirus.

Le ho viste proprio tutte: le testate giornalistiche serie, quelle un po’ meno serie (purtroppo in numero maggiore), la preoccupazione di chi urlava all’apocalisse, le polemiche di chi andava contro a chi urlava all’apocalisse, i (finti) menefreghisti, le bufale, i meme… Insomma, sono arrivata a non poterne più di sentire parlare di sto Coronavirus, e credo che come me ci siano tante persone affette da questa “insopportazione”.

Probabilmente è stato anche per questo motivo che mi sono stancata di preoccuparmi. Troppi drammi attorno a me, troppa tossicità tirata da una tastiera all’altra. Certo, la mia reazione iniziale è stata di “ommioddio, e ora come faccio con le fiere rimandate?”, ma questo, quando hai un’attività in proprio, è fisiologico. Odio l’incertezza. Non sono una maniaca del controllo, ma rimanere con le mani in mano in balia degli eventi proprio non mi piace. Mi fa sentire impotente.

Una delle prime cose che ho imparato, durante la mia formazione di “businessrismo” (ne parleremo), è stata quella di non andare a caso. Datti degli obiettivi, fatti un programma per il lungo periodo e organizza dettagliatamente il breve periodo, lasciando un margine di correzione per eventuali imprevisti. Ma ehi, questo del Coronavirus mica è un imprevisto da poco! Quindi puff, i miei piani tutti scombinati.

Ma passato il momento di confusione iniziale, mi sono fermata, ho preso un bel respiro e ho detto: “questo piagnucolare non ti porta da nessuna parte”. Avevo dei piani, sono scoppiati, ma sono stati rimandati, non cancellati. E se questi possono essere rimandati, perché altri non possono essere anticipati?


Per me Feles Creations è tutto, e vederla barcamenarsi per colpa di un fattore totalmente fuori dal mio controllo mi ha fatto reagire. Mi sono seduta alla scrivania, mi sono circondata di fogli, quaderni e post it (oltre agli immancabili assistenti mici) e mi sono immersa in calcoli, schemi, elenchi. Perché la mia mente disfattista voleva continuare a concentrarsi sul lato negativo della cosa (fiere cancellate, cancellate, cancellate. Viaggi rimandati, rimandati, rimandati), ma il mio cuore combattente urlava “Ma tutto sommato, chi ti dice che sia poi così negativa sta cosa? Cosa hai guadagnato da tutto ciò?”.

Tempo.

Ho guadagnato del tempo.

Vorrei farti fare un tour del Feleslab, la prossima volta che ci sarà una fiera. Casa mia si trasforma in un magazzino di stoffe tagliate, fogli accatastati, programmi di cucito serrato che durano anche fino a sera inoltrata. Quando mi trovo a ridosso di una fiera, la produzione diventa prioritaria e tutto il resto viene messo in secondo piano (salvo gli ordini online. Quelli rimangono in prima linea anche davanti alle fiere). Parlo della gestione dello shop, dei post sui social, della contabilità, del mio benessere personale.

Mi manca sempre il tempo per dedicarmi alle altre cose di Feles Creations, che sono una marea, e se anche tu hai un’attività in proprio sai esattamente di cosa sto parlando.
Il tempo, con un evento così grande come il Cartoomics alle porte, era proprio quello di cui avevo bisogno. Non tutto il male viene per nuocere, no?


Quindi, tutto sto pippone per dire che: nella vita succederà sempre qualcosa che va al di là del tuo controllo. Ti si scombineranno piani, avrai dei danni economici, ti sentirai dentro una nebbia da cui non vedrai l’uscita. Ma quell’uscita c’è, è tutta una questione di atteggiamento.

Cerca il lato positivo, che detta così sembra una banalità, ma quando siamo sommersi dal rumore esterno (vedi i social nelle ultime due settimane), ci scordiamo anche delle banalità più sciocche. All’inizio ti sembrerà impossibile, ma se cominci ad allenarti dalle cose più piccole (accidenti, ho letto male la scadenza delle uova sulla scatola e ora non ho più una cena – perché non chiamo la mia amica Martina per una pizza e ne approfittiamo per vederci, che non succede da una vita?) diventerà sempre più facile.


E tu, qual è stato l’ultimo imprevisto, piccolo o grande, che hai dovuto affrontare? Fammelo sapere qui o sui miei canali. Quattro chiacchiere (quelle vere, non grida di scandalo sui social) e passa la paura 😉